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Virginia Martini – Softball: Un gioco di scambio

A cura di Virginia Martini

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto il principio di potenza associato alla preparazione atletica citandone i benefici così oggi vi parlerò dei muscoli principalmente utilizzati nel softball. Prima di iniziare ad esplorarne le varie funzioni è però importante essere a conoscenza del concetto di CATENA CINETICA che ci aiuterà a comprendere come funziona la macchina umana.

Il corpo può essere suddiviso in distretti chiamati appunto CATENE CINETICHE, che per definizione sono un sistema composto da segmenti rigidi (ossa) uniti da giunzioni mobili (articolazioni), sulle quali i muscoli agiscono da motore.

Questa definizione ci aiuta a comprendere la grande sinergia necessaria per ottenere la massima armonia nei movimenti e come sia fondamentale uno sviluppo corporeo omogeneo in modo da poter fruire di tutti i benefici dell’allenamento.

Nel softball ogni tipo di forza espressa durante le azioni di gioco parte dai nostri piedi sino ad arrivare alle estremità superiori. Provate ad immaginarvi nel box con caviglie, ginocchia e cosce fortissime senza aver allenato busto e braccia in maniera corretta, cosa può succedere alla nostra catena cinetica? Parte il lancio, è un bello strike; iniziate il caricamento, le gambe sono ben salde e cariche, la palla arriva sul piatto e dovete girare la mazza ma la vostra parte superiore non riesce a supportare e sopportare tutta l’energia prodotta dalle vostre leve; vi trovate così costretti ad uno swing privo di esplosività con addome e busto in ritardo sul punto di contatto. Conclusione fin troppo triste non trovate? 

In battuta la collaborazione tra i vari distretti è fondamentale per esprimere maggior potenza possibile, la parte bassa ci garantisce il massimo della forza e della stabilità, il CORE (o tronco) ha il compito di trasferire queste componenti verso gli arti superiori che dovranno essere ben allenati per sostenerle senza essere appesantite. Le braccia e le spalle infatti hanno il compito di muoversi il più velocemente possibile in questa fase e se durante il periodo di preparazione sono state sovraccaricate non riusciranno a svolgere il loro dovere. Trovare la giusta misura non è semplice e non sarà mai la stessa per tutti gli atleti. È fondamentale quindi insegnare ai nostri giocatori la percezione del proprio corpo nell’esecuzione di gesti tecnici tanto quanto in quelli atletici in modo da permettere il raggiungimento del il picco ideale della forma.

Se tutto il vostro corpo non sarà pronto a mantenere il trasferimento di energia prodotta avrete sbagliato qualcosa e perderete buona parte dei benefici guadagnati, ogni articolazione e muscolo deve essere forte abbastanza da sostenere il lavoro prodotto dagli arti inferiori e quando questo non avviene i movimenti si “inceppano” ritrovandosi così scoordinati e fuori tempo. Ricordate sempre che il nostro corpo è forte tanto quanto il nostro anello più debole.

Estremità inferiori potenti sono inoltre fondamentali per tutte quelle azioni distintive del nostro sport; quando guardiamo un giocatore o una giocatrice professionista notiamo subito quanto queste siano sviluppate. Pensate alla corsa di un esterno per raccogliere una palla al volo, al tuffo di un interno che prova a fermare una linea o a uno scatto sulle basi, sono tutte azioni che richiedono grande esplosività e un’ottima attivazione neurale.

Abbiamo visto come la simultaneità tra estremità inferiori e superiori sia importante in battuta ma ci sono altri due ruoli che ruotano intorno a quest’ultima: il LANCIATORE e il RICEVITORE. Che si tratti di campo o palestra dovranno SEMPRE essere i primi ad iniziare e gli ultimi a finire l’allenamento. Sono loro infatti che fanno affidamento più degli altri sulle prestazioni delle proprie catene cinetiche perché entrambe le posizioni richiedono grande resistenza (per sopportare il carico di 1 o più incontri nella stessa giornata) e massima esplosività in modo da garantirsi così forza e velocità nei lanci. Il pitcher in particolar modo deve molto alla sincronia del proprio corpo, avete mai provato a lanciare senza utilizzare le gambe? Beh, l’energia prodotta solamente da busto, spalle e braccia potrebbe non essere sufficiente neanche al raggiungimento delle 40 mph. Anche in questo caso vale la stessa regola della battuta, cioè, core allo stesso livello delle leve e parte superiore allenata ma non sovraccaricata (o troppo ipertrofizzata). Teniamo conto che quando parliamo di forza ci riferiamo a forze neuromuscolari e quindi al miglioramento dell’attivazione e del reclutamento di fibre muscolari, non a quell’ideale di forza che ci trasmette un bodybuilder.

Per pianificare al meglio i nostri allenamenti dobbiamo conoscere come agiscono le varie parti del nostro corpo ossia quali sono le loro FUNZIONI principali, saremo così in grado di comprendere la meccanica necessaria allo sviluppo delle nostre abilità.

Andiamo quindi a conoscere i principali attori in questo sport.

GAMBE

  • Caviglie: quando sono forti e con buona mobilità ci permettono di mantenere l’equilibro in maniera dinamica ad esempio nei cambi di direzione.
  • Polpaccio: estende il piede e secondariamente il ginocchio, fondamentale per una corsa efficiente e balzi esplosivi; da questo infatti parte anche il caricamento del movimento di battuta.

GINOCCHIO

  • Questa articolazione permette il movimento di estensione e flessione della gamba rispetto alla coscia e le unisce fra loro, mentre la rotazione è limitata e consentita solo a ginocchio flesso.

COSCE

  • Quadricipite femorale: (composto da vasto laterale, retto femorale, vasto intermedio e vasto mediale) estende il ginocchio e flette l’anca. 
  • Bicipite femorale: (semimembranoso e semitendinoso) ha funzione di flessione e rotazione della gamba rispetto ad anca e ginocchio.
  • Ileopsoas: flette adduce ed extraruota la coscia.

CORE

Prima di citarne le funzioni vediamo come viene definito questo sistema di muscoli, scheletro e articolazioni.

Il core può essere descritto come un box cilindrico formato anterioremente dai muscoli addominali, posteriormente da glutei e paraspinali; il diaframma è la parte superiore, mentre nella parte inferiore troviamo il pavimento pelvico/articolazione inferiore.

Questo complesso è così importante perché se ben allenato ci dà l’abilità di controllare la posizione e il movimento del tronco sopra al bacino e ci permette di produrre e trasferire energia agli arti inferiori e superiori. 

  • Glutei: stabilizzano la colonna permettendo la posizione eretta e la deambulazione, sono fondamentali per la propulsione nella corsa e nei balzi infatti estendono la coscia rispetto al bacino e lo ruotano verso l’esterno.
  • Addominali: aiutano nel processo di respirazione e proteggono gli organi interni. Per quanto riguarda la postura la loro funzione principale è quella di flettere la colonna vertebrale sul bacino e di ruotare il busto, ci danno stabilità ed equilibrio nel mantenimento della posizione eretta e trasferiscono la forza tra arti inferiori e superiori.

ARTI SUPERIORI

  • Spalla: è la più mobile di tutte le articolazioni del corpo, adduce deprime e eleva le scapole; adduce, abduce, flette, estende e ruota il braccio.
  • Braccio: supinazione dell’avambraccio, flette ed estestende il gomito, adduce l’omero.

A cura di Virginia Martini

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2 Thoughts to “Virginia Martini – Softball: Un gioco di scambio”

  1. Davide

    Wow! Interessante il discorso di catene cinetiche e approfondimento sui muscoli vari.. attendo il prossimo articolo!!

  2. Virginia

    Ciao Davide! Nel prossimo articolo vedremo nello specifico quali sono i tipi di forza coinvolti e come svilupparle! Non mancare!

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