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Virginia Martini – La periodizzazione nel baseball e softball (pt1)

A cura di Virginia Martini

Ben tornati al nostro percorso alla scoperta della programmazione atletica per baseball e softball, con l’articolo di oggi entriamo nel vivo della discussione per comprendere con quali criteri strutturare una preparazione efficiente.

Il macrociclo del nostro periodo allenante coprirà praticamente tutto l’anno; se il nostro campionato ad esempio terminerà a fine settembre inizieremo a programmare i nostri allenamenti da inizio novembre concedendoci un mese di riposo, il condizionamento quindi comprenderà ben 11 mesi di allenamento alternando una preparazione classica ad una a pendolo.

Per cominciare divideremo gli allenamentI in 4 mesocicli principlali (periodizzazione, ricordate?) della durata di quattro settimane da novembre a marzo seguiti da un mesociclo di scarico per poi cedere il testimone alla preparazione a pendolo.

Il lavoro sarà così suddiviso:

1 ADATTAMENTO ANATOMICO, 1 novembre – 1 dicembre

2 FORZA NEURO-MUSCOLARE, 1 dicembre – 1 gennaio

3 TRASFORMAZIONE IN POTENZA, 1 gennaio – 1febbraio

4 POTENZA SPECIFICA + RESISTENZA,  1 febbraio – 1marzo

5 SCARICO CON INSERIMENTO DI MOVIMENTI SPORT SPECIFICI (CORSA SULLE BASI) 1 marzo – 1 aprile.

Da aprile fino a settembre inizieremo ad utilizzare la metodologia a pendolo programmando i nostri richiami in base ad eventuali playoff o playout di fine stagione ma questo argomento lo approfondiremo successivamente, in questo articolo andremo ad approfondire il mesociciclo di adattamento anatomico

LA STRUTTURAZIONE DEL PIANO DI ALLENAMENTO

Questa fase più delle altre sarà di volta in volta ricalibrata in base all’esperienza acquisita dall’atleta negli anni precedenti, il primo mesociclo di adattamento anatomico di un atleta che si affaccia per la prima volta ad una preparazione strutturata non potrà essere intenso tanto quanto quello di un atleta già avviato a questa routine (PRINCIPIO DELLA INDIVIDUALITA’); ogni anno l’asticella dovrà alzarsi se vogliamo ottenere dei miglioramenti (PRINCIPIO DELLA PROGRESSIVITA’). Per questo motivo non scriverò una tabella d’esempio per questa fase ma mi limiterò a darvi dei piccoli consigli per la sua impostazione.

Questo step è fondamentale per prepararsi al meglio al periodo di forza, i gesti saranno abbastanza lontani da quelli sport specifici e andremo a lavorare su ampi gruppi muscolari in modo da abituare gradualmente muscoli e tendini a volumi e intensità crescenti dei cicli successivi.

Nel nostro caso specifico il periodo di adattamento anatomico non sarà mirato esclusivamente alla fase successiva di allenamento della forza, ma dovrà abituarci anche ad una corretta gestione delle progressioni intese come miglioramento degli schemi motori di esecuzione.

La fase di forza massima non è comunque mai da escludere soprattutto per quei ruoli dove un incremento ipertrofico riesce a portare benefici alla prestazione come nel caso delle lanciatrici.

In sintesi quello che dobbiamo fare sarà lavorare focalizzandosi su multiarticolari pesanti incrementando rapidamente volume ed intensità con serie e recuperi definiti in un tempo di massimo 4 settimane, se abbiamo intenzione di lavorare anche sul sistema cardiocircolatorio possiamo organizzare degli allenamenti a circuito ma io consiglio di tenere separate le 2 sessioni.

Questa è anche la fase migliore dove potersi accorgere di eventuali squilibri di forza tra muscoli agonisti ed antagonisti e poterli correggere prima di iniziare a lavorare con precisione assoluta nelle fasi successive.

A cura di Virginia Martini

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